Uno studio scientifico italiano dimostra che il trattamento di fotobiomodulazione aiuta i pazienti amputati tormentati dalla sindrome dell’arto fantasma

Il trattamento di fotobiomodulazione corticale allevia il dolore e la percezione dell’arto fantasma, migliora la qualità del sonno e dell’umore e, di conseguenza, la qualità della vita di chi ne soffre.

A dimostrarlo è lo studio scientifico tutto italiano dal titolo “How to treat Phantom Limb Pain: Neuromodulation or Neurostimulation? A single case study”, appena presentato alla Conference on Controversies in Neuropathic Pain.

«Il dolore all’arto fantasma è meno raro di quanto pensiamo. Gli studi suggeriscono che ne è colpito il 90 – 98% dei pazienti subito dopo l’amputazione o la perdita di un arto» spiega Davide Lomazzi, autore della ricerca portata avanti grazie alla collaborazione con l’Istituto San Celestino.

«È spesso affidato a una mera componente psicologica ma ha evidenti ripercussioni sulla vita di tutti i giorni».
La sindrome dell’arto fantasma, come spiegano gli esperti, infatti, è quell’insieme di sensazioni che vanno dal prurito al formicolio, fino al dolore intenso, che il cervello percepisce a carico di un arto che però, di fatto, non c’è più in quanto amputato a causa di una malattia o di un trauma.
«Abbiamo portato avanti questo studio principalmente per indagare e approfondire i fenomeni di deafferentazione e di ricollocazione neuronale che avvengono all’interno delle cortecce sensori-motorie e per comprendere meglio come si adattano le aree corticali a seguito della perdita di input proveniente dall’arto. Per farlo ci siamo focalizzati sulle aree di controllo motorio della corteccia con due strumenti non invasivi: la stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) e il dispositivo di fotobiomodulazione.

Abbiamo sottoposto un paziente con amputazione dell’arto inferiore e presentazioni ripetute della manifestazione dolorosa a due cicli distinti a distanza di un mese di entrambi i trattamenti- continua Davide Lomazzi, dottore in Biotecnologie mediche e farmaceutiche-. Per valutare la variazione del dolore nell’arto amputato è stata somministrata una scala di valutazione del dolore “The Leeds assessment of Neuropathic Symptoms and signs (LANSS) Pain Scale”, sia pre che post tDCS e trattamento di fotobiomodulazione.
Ebbene, dallo studio è emerso che il trattamento di fotobiomodulazione produce un sollievo nel dolore e nella percezione dell’arto fantasma sia tra le sessioni che dopo l’intero protocollo di trattamento. Abbiamo registrato inoltre miglioramenti sulla qualità del sonno del paziente e anche dell’umore» chiarisce l’autore dello studio che conclude: «Ci auguriamo che quanto prima si potrà approfondire questo risultato con altri studi più randomizzati, al momento possiamo confermare che dalla ricerca emerge la possibilità di migliorare la qualità della vita dei pazienti amputati e tormentati dal dolore dell’arto fantasma».

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